Federazione Coldiretti Veneto

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sicurezza

SICUREZZA SUL LAVORO. COLDIRETTI: FORMAZIONE ALLE IMPRESE PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE

21 maggio 2018 - “Gli incidenti mortali in agricoltura sono una spina nel fianco per il settore, nonostante siano comunque in calo rispetto al 2015”. E’ il commento di Coldiretti Veneto oggi presente al tavolo regionale sulla sicurezza del lavoro convocato dal Presidente Luca Zaia a Palazzo Balbi.

burocrazia

Riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) Coldiretti, Avepa come modello ispiratore della riforma nazionale

19 maggio 2018 - "La razionalizzazione dei servizi e delle competenze è sempre utile. Nel caso di Agea, se la riforma contribuirà ad accentrare i servizi amministrativi, mettendoli di fatto in rete con le Regioni, il passo avanti compiuto sarà innegabile”.

maestra

LATTE NELLE SCUOLE. COLDIRETTI PARTNER DEL PROGETTO MINISTERIALE. - COLLA (COLDIRETTI VENEZIA) '"SOSTEGNO AL CONSUMO PER AIUTARE GLI ALLEVATORI. EDUCAZIONE ALIMENTARE CORRETTA PER EVITARE FALSI MITI".

18 maggio 2018 - "E' buonissimo" - hanno esclamato i bambini dell"Istituto Comprensivo 'F.Querini' di Mestre sorseggiando un bicchiere di latte in aula offerto dalle cooperative venete nell'ambito del progetto 'Latte nelle scuole' promosso dal Ministero delle Politiche Agricole Forestali e coordinato a livello regionale dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare.

snam

COLDIRETTI, CIA E CONFAGRICOLTURA FIRMANO ACCORDO CON SNAM PER INDENNIZZI RETE GAS - AGLI AGRICOLTORI RIMBORSI PER I 200 KM DI TUBO INTERRATO

17 maggio 2018 - E’ stato firmato oggi a Mestre l’accordo tra le associazioni di categoria agricola (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) e la Snam Rete Gas Spa per le indennità relative alla costruzione dei gasdotti che interessano tre tratti del Veneto

imprenditrici

PREMIATE LE DONNE DELL’AGRICOLTURA DI COLDIRETTI. GIOVANI, LAUREATE E IMPRENDITRICI: AL LOGORIO DELLA VITA MODERNA PREFERISCONO I RITMI NATURALI DELLA CAMPAGNA

11 maggio 2018 - “Aree marginali e pendii aclivi non spaventano le imprenditrici agricole di Coldiretti che fanno delle difficoltà un vantaggio aziendale”.

mafrut

VENETO 4^ REGIONE LEADER PER L'ORTOFRUTTA. IN ITALIA SVOLTA SALUTISTA SEGNA RECORD CONSUMI

VENETO REGIONE LEADER AD ALTA SPECIALIZZAZIONE ORTOFRUTTICOLA. AL MACFRUT DI RIMINI LE ANALISI DI COLDIRETTI SUI CONSUMI. SVOLTA SALUTISTA PER GLI ITALIANI SEGNA RECORD DI SPESA PER FRUTTA E VERDURA 10 maggio 2018 - Quasi 12mila le aziende ortofrutticole venete di cui l'83% ad alta specializzazione.

seed

Giovani Coldiretti al Seeds&Chips di Milano per “canapa day”. Incentivi in Veneto con la legge regionale

9 maggio 2018 - Il boom della canapa in Italia interessa soprattutto Veneto, per questo i giovani imprenditori di Coldiretti hanno partecipato oggi al meeting su “La new canapa economy” organizzato al Seeds&Chips 2018 di Milano dove sono state presentate le esperienze innovative con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, biscotti e cosmetici.

prog

COLDIRETTI VENETO AL MACFRUT DI RIMINI. GIOVEDI’ 10 MAGGIO ALLE ORE 10.00 IN CONVEGNO CON AOP

8 maggio 2018 - A distanza di un anno Coldiretti Veneto torna al MacFrut di Rimini per riprendere in mano un settore strategico per il sistema agroalimentare: l’ortofrutta

cer1

CON @TERRAINFORMA COLDIRETTI  SPIEGA LA PAC AGLI STUDENTI DEL CERLETTI

7 maggio 2018 - Per spiegare ad un centinaio di studenti di agraria che cos'e' la Politica Agricola Comune Claudia Albani, dell’Area Economica della Confederazione e' andata alle origini quando nel 1962 l'Unione Europea ha deciso di gestire eccedenze e strategie di settore per rendere competitivo l'agroalimentare nel mondo.

km0

COLDIRETTI E MARCO POLO SYSTEM. UN PONTE TRA GRECIA E ITALIA ALL’INSEGNA DELLA SERENISSIMA. L’OSTE VENEZIANO A KMZERO GIUSE GALARDI AL FESTIVAL DI CORFU’.

4 maggio 2018 - Sarà l’oste a kmzero, Giuseppe Galardi, l’ambasciatore della cucina veneziana al Corfù Food & Wine Festival in programma dal 9 al 13 maggio prossimo, che si terrà tra le piazze del centro storico dell’isola greca.

@TERRAINFORMA. AL CERLETTI DI CONEGLIANO LA LEZIONE SULLA PAC DI COLDIRETTI CON I GIOVANI AGRICOLTORI TESTIMONIALSPac

@Terrainforma. Al Cerletti di Conegliano la lezione di Coldiretti sulla Pac Lunedi 7 maggio alle ore 10.00

DEI 30MILA NEO AGRICOLTORI ITALIANI PIU’ DI MILLE SONO VENETI. COLDIRETTI, NELLA CORSA ALLA TERRA TRA COSTI E VINCOLI VINCE LA VOGLIA DI FARE IL CONTADINO

27 aprile 2018 - La carica dei 30mila nuovi agricoltori registra più di mille neo imprenditori veneti. Sono i dati di Coldiretti a confermarlo che evidenzia il grande entusiasmo degli under 40 verso il primario ritenuto ancora un settore dalle grandi potenzialità.

chef

COLDIRETTI VENETO. UOVA E ASPARAGI E’ IL PIATTO DEL 25 APRILE. 600 AGRITURISMI DI TERRANOSTRA DOMANI LI SERVIRANNO A TAVOLA

24 aprile 2018 - Bianchi, verdi e persino viola il Veneto offre il meglio della produzione di asparagi

Fagiolinatori

AGRICOLTURA SOCIALE. UN WORKSHOP AL CREA DI ROMA.COLDIRETTI, IN ITALIA ESEMPI DI INTEGRAZIONE SOCIALE GRAZIE ALLA CAMPAGNA

La legge Basaglia compie 40 anni. coldiretti, con l' agricoltura solidale più fattorie per i malati psichici. Dalla campagna esperienze di integrazione sociale da tutta Italia

donne roma

L' ITALIA E' UN PAESE DI DONNE A Roma il corso per le imprenditrici Coldiretti. Le dirigenti venete a scuola di leadership

19 aprile 2018 - Istruzione, food, welfare sono i settori ad alta concentrazione femminile in Italia. E' quanto è emerso in apertura dell'educational organizzato a Roma da Donne Impresa Coldiretti a cui partecipano le imprenditrici agricole delle regioni del Veneto, Molise, Sardegna, Campania e Abruzzo.

vinitaly 18

SVOLTA GREEN. NEL 2020 IL 75% DEI VIGNETI SARA' BIO. IL PIANO DI COLDIRETTI VENETO PRESENTATO AL VINITALY

In tre anni almeno il 75% della superficie agricola veneta sarà bio. Lo ha annunciato ieri al Vinitaly Coldiretti che ha presentato il Piano operativo per una viticoltura green

patto

COLDIRETTI: SIGLATO IL PATTO A CINQUE DELLA FILIERA VENETA DEI CEREALI MINORI.

Con università di Padova dipartimento dafne, società italiana sementi sis, veneto agricoltura e istituto sperimentale “strampelli” di Vicenza l’intesa per il ritorno degli antichi grani

BIODIVERSITA'. COLDIRETTI, ACCORDO PER IL PATRIMONIO CEREALICOLO DEL NORD EST. DOMANI ORE 10.30 A MESTRE, VIA TORINO 180 TERRAZZA VENEZIA - NUOVA VITA PER GRANI ANTICHI E PSEUDOCEREALI

Biodiversità. accordo per il patrimonio cerealicolo del nord est Coldiretti veneto presenta la filiera dei grani antichi e pseudocereali firmano coldiretti, università di Padova dipartimento dafne, società italiana sementi sis, veneto agricoltura e istituto sperimentale “strampelli” di Vicenza

DOMANI A MESTRE IL FOCUS DI COLDIRETTI SULL’EXPORT DELL’ORTOFRUTTA VENETA AL CENTRO SERVIZI INTESA SAN PAOLO DALLE ORE 10.00 (Via Torino, 164)

Ad un anno di distanza dal piano strategico di rilancio del settore ortofrutticolo, Coldiretti convoca gli agricoltori, i rappresentanti dei consorzi di tutela, i responsabili delle organizzazioni di produttori e i tecnici per un focus sulle esportazioni.

VINITALY: DOMENICA 15/4 APRE CON CURIOSITÀ VINO 2018 IN STAND COLDIRETTI

Domenica 15 Aprile 2018 dalle ore 9,30 VINITALY - VERONAFIERE - VERONA - LE CURIOSITÀ DEL VINO MADE IN ITALY ALLO STAND COLDIRETTI AL VINITALY Centro Servizi Arena - nel corridoio tra i padiglioni 6 e 7

Vi segnaliamo


Manifesto Politico Coldiretti






Vedi "Manifesto Politico in .pdf"

 
Il CONTESTO
Il valore dell’export dell’agroalimentare italiano ha raggiunto la soglia dei 41 miliardi. 
Si stima che il cosiddetto italian sounding (o meglio le imitazioni dei prodotti italiani affidati al solo richiamo del logo) ne valga almeno 60.
Crediamo che parte di questo valore possa essere recuperato. 
Serve scacciare il finto made in Italy e sostituirlo con l’autentico made in Italy, a livello nazionale e internazionale.
L’architrave di tutto ciò è costituito dall’etichettatura obbligatoria dell’origine, così come accolta dalla normativa nazionale. A questo proposito è necessario quindi che l’Europa costruisca una norma comunitaria analoga ai decreti italiani (sul latte, riso, grano e pasta) superando le incoerenze attualmente presenti nei documenti in discussione, esito degli interessi lobbistici di vasta parte dell’Europa continentale. Si tratta di pressioni che minacciano il carattere distintivo della nostra agricoltura e dell’agroalimentare italiano.
Contemporaneamente è necessario agire all’interno di una visione organica lungo strade già tracciate che spesso implicano investimenti a bassa intensità, o più semplicemente un nuovo indirizzo politico/culturale.

Nello specifico serve:

·       rafforzare la sovranità alimentare del nostro Paese (dal territorio, alla biodiversità, al patrimonio zootecnico, ai grandi marchi italiani), arginando tutti quegli accordi di libero scambio (vedi CETA, Giappone e il recente Mercosur) che cancellano le nostre identità e annichiliscono le nostre produzioni;
·       tutelare il vero made in Italy a partire dal mercato interno rafforzando la battaglia per la distintività integrale del nostro cibo (produzione agricola e trasformazione tutte italiane), il suo rapporto con la gente,  la sua penetrazione all’interno della filiera enogastronomica, vero moltiplicatore del suo valore fra i milioni di turisti che visitano il nostro Paese;
·       sostenere la presenza e l’offerta del cibo del territorio rafforzando la presenza dei mercati contadini e  vincolando la ristorazione pubblica a corsie preferenziali per le produzioni locali;
·       lavorare a tutte le misure che costituiscono un paradigma sostenibile: sul fronte energetico (biogas, fotovoltaico, biomasse legnose), sul piano dell’economia circolare  e della chimica verde, sul consumo del suolo, sulla ristrutturazione del patrimonio idrico del paese, sull’orizzonte della biodiversità (pensiamo ai bovini “nati e cresciuti in Italia”), in termini di nuovo welfare rafforzando i vettori dell’agricoltura sociale e di comunità, naturalmente ribadendo la chiusura netta agli OGM;
·       accelerare l’insieme dei processi di educazione all’imprenditorialità  e al lavoro in agricoltura integrando compiutamente nella filiera formativa territori e imprese;  il fine è di incentivare il potenziale competitivo dell’intero settore,  massimizzando gli strumenti per l’innovazione.

Tutto ciò ha come ovvia premessa il mantenimento di una linea ferma in Europa contro chi ipotizza tagli dei fondi destinati all’agricoltura (Pac), Irpef, dell’Irap, dell’Imu, del Bonus verde e delle misure di decontribuzione per i giovani imprenditori – hanno consentito al settore agricolo, di rilanciare l’occupazione, anche in questi anni di crisi. Misure “strutturali” certo, ma che per la pluralità delle funzioni espresse dal mondo agricolo – in termini diretti e indiretti – trovano giustificazione e riconoscimento sociale.

LE PROPOSTE COLDIRETTI
Esaurita questa definizione del contesto in cui si colloca l’agroalimentare italiano e le principali note di indirizzo che Coldiretti suggerisce ai decisori pubblici, passiamo alle specifiche proposte che vanno a strutturare il nostro MANIFESTO.
Si tratta di 5 interventi da esaurire nei primi 100 giorni di Governo. Sono misure a costo zero, che tuttavia hanno una rilevanza decisiva, in termini di ricomposizione delle storture della filiera, di dispiegamento del mercato in termini di apertura ed equità, infine di vigorosa accelerazione delle dinamiche virtuose commerciali e produttive. 
La loro acquisizione da parte dei decisori politici porterebbe benefici immediati per i nostri produttori, per le imprese trasformatrici, per i consumatori, per l’intero Paese.

CINQUE PROPOSTE A COSTO ZERO PER I PRIMI 100 GIORNI DI GOVERNO

1.           ETICHETTATURA:LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE
 La Proposta
L’etichettatura obbligatoria con l’indicazione dell’origine della materia prima per tutti i prodotti alimentari ha costituito a lungo il principale obiettivo di Coldiretti.
Attraverso di essa, l’Italia ha dato garanzie di sviluppo ai produttori agricoli e di sicurezza ai cittadini consumatori.
Questa fondamentale chiave di difesa del patrimonio agricolo distintivo del nostro Paese ha contaminato in breve tempo altri sette Paesi dell’Unione Europea che analogamente hanno adottato normative nazionali per l’obbligo dell’etichetta di origine negli alimenti con risultati estremamente positivi per il mercato e per i cittadini.
Tuttavia il regolamento relativo all’indicazione di origine dell’ingrediente cui sta lavorando la Commissione europea, tende a sovvertire gli orientamenti e i decreti approvati dal nostro paese.
Con quattro anni di ritardo - e senza prendere in considerazione le normative sull’etichettatura introdotte da Italia, Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania - la Commissione mette i soggetti interessati (imprese, associazioni di categoria, istituzioni, ecc.) di fronte ad una proposta che di fatto cancella l’obbligo e la necessità di indicazione dell’origine.
Il regolamento esecutivo non deve mettere in discussione i decreti nazionali e vanificare il lavoro e i risultati positivi ottenuti dalla sperimentazione con le norme approvate – come già osservato - in diversi paesi europei.
Si tratta evidentemente dell’esito della pressione di interessi lobbistici (nazionali e internazionali) che danneggiano l’agricoltura italiana e rischiano di alimentare l’antieuropeismo.
Cio’ accade a ridosso del recente caso Lactalis (latte in polvere senza l’etichettatura) che ha visto il ritiro di latte contaminato da salmonella in ben 83 Paesi!
Un caso che ha reso evidente che le maggiori preoccupazioni sono determinate proprio dalla difficoltà di rintracciare rapidamente – proprio facendo riferimento all’origine geografica -  i prodotti a rischio, al fine di toglierli dal commercio e scongiurare così pericolose conseguenze per la salute dei cittadini e anche per l’economia, visti gli effetti sui consumi poiché non si riesce a confinare l’emergenza.

LA NORMA
In attesa di un processo di ri-armonizzazione del Regolamento europeo con le normative nazionali, l’Italia si impegna a:
1. Confermare i propri decreti nazionali sull’etichettatura (del latte, del grano e della pasta, del riso, dei derivati del pomodoro) agendo, se necessario, in regime di infrazione;
2. estendere il percorso di etichettatura obbligatoria a tutte le filiere in cui è assente, a partire dall’ortofrutta trasformata e le carni trasformate.

2.           MINISTERO DEL CIBO
La Proposta

Serve un’unica regia e un unico indirizzo per il cibo italiano: è necessaria la creazione di un solo Ministero (come in Francia) che sovraintenda alle politiche del cibo in Italia, a partire dai produttori (agricoltura) per arrivare ai trasformatori, ai distributori e ai consumatori.
Il Ministero deve mantenere tutte le competenze attuali nei settori dell’agricoltura, della multifunzionalità agricola, delle foreste e della pesca.

LA NORMA

1. Al fine di promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare nazionale e di razionalizzare e riordinare le competenze afferenti a tale settore attualmente ripartite in capo ai Ministeri ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è istituito il Ministero del cibo.
2. Al Ministero del cibo sono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, i compiti e le funzioni attribuite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dalla normativa vigente nonché i compiti e le funzioni del Ministero dello sviluppo economico relativi alla definizione delle strategie e degli interventi di politica economica per la promozione del settore agroalimentare.

3. La denominazione: «Ministero del cibo» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali».
 
3.           PROCESSI DI SEMPLIFICAZIONE
La Proposta

Il carico per le imprese agricole derivante da processi burocratici distorti costituisce uno dei principali elementi di aggravio competitivo. Parallelamente lo squilibrio fra controlli “giusti” – che fanno dell’agricoltura italiana la più sicura del mondo – e pressione burocratica derivante dalla molteplicità di interventi tra loro non coordinati, finiscono per generare fra gli stessi agricoltori un elemento di malessere nei confronti dell’azione pubblica.

LA NORMA
SEMPLIFICAZIONE E SUSSIDIARIETA’
In riferimento agli iter amministrativi e ai processi di autorizzazione è necessario che lo Stato si concentri prioritariamente sulle sole attività di controllo, valorizzando secondo i principi di sussidiarietà il ruolo di semplificazione dei Centri di Assistenza Agricola, in rapporto diretto con le imprese.
Rispetto alla gestione delle risorse pubbliche (nazionali, regionali e comunitarie) vanno decisamente aumentate le perfomances dello Stato, delle Regioni e degli Organismi pagatori, facendo leva sul ruolo dei Centri di assistenza agricola per velocizzare i processi di erogazione.
TESTO UNICO
Lavorare in tutti settori per una semplificazione normativa “trasversale” secondo il modello già adottato nel settore vitivinicolo con il Testo Unico.
SISTEMA UNICO DI CONTROLLI
Attuare pienamente, come consente la normativa attuale, un sistema unico dei controlli amministrativi. Ciò consentirebbe una minor pressione sulle imprese che lavorano nel rispetto delle regole e controlli più efficienti su coloro che non le rispettano, favorendo il lavoro delle Forze dell’Ordine.
SEMPLIFICAZIONE SUL LAVORO
Razionalizzare e semplificare le procedure e gli adempimenti connessi alla costituzione e gestione del rapporto di lavoro con l’obiettivo di ridurne drasticamente il numero. Condizione preliminare per la semplificazione è la reale e concreta integrazione tra i sistemi informativi delle Pubbliche Amministrazioni. Serve quindi eliminare tutte le duplicazioni di informazioni oggi esistenti (con l’introduzione del Libretto Unico del Lavoro telematico gestito dal Ministero del Lavoro), e contemporaneamente un più agevole utilizzo delle procedure, con particolare riferimento alla semplificazione della piattaforma informatica dell’INPS per la gestione del lavoro occasionale (“nuovi voucher”), le cui procedure di fatto lo rendono inutilizzabile.

4.           VIA IL SEGRETO SULLE IMPORTAZIONI
La Proposta

La produzione di cibo in Italia e il significativo surplus commerciale legato all’export sono legati in alcune filiere all’esigenza di importare materia prima.
Ciò rappresenta spesso l’occasione per creare fenomeni speculativi che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori. Accade ad esempio sulle pesche - durante la stagione di raccolta da maggio ad agosto - a causa delle importazioni dalla Spagna; sugli agrumi - dall’autunno alla primavera -  a causa del concentrato di succo d’arancia proveniente dal Sud America e dei prodotti provenienti dalla Spagna e dal Sudafrica; sul grano – nel periodo della trebbiatura - con le importazioni di grano dal Canada trattato con glifosato in pre-raccolta e vietato in Italia perché considerato potenzialmente cancerogeno.
Di fronte ai crescenti casi di allarmismi e scandali alimentari è necessario de-secretare le destinazioni dei flussi di importazione, anche per verificare gli arrivi di prodotti da Paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane rispetto all’uso di prodotti chimici o alla tutela dei lavoratori.
Occorre inoltre creare un’autorità che vigili sui meccanismi di surrettizio “riscaldamento” dei mercati con la creazione di bolle speculative. 


LA NORMA
Al fine di rendere trasparenti i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, si propone di modificare il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 recante il riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni rivolta ad escludere il pregiudizio agli interessi pubblici e agli interessi economici e commerciali delle imprese conseguente all’accesso civico di documenti e informazioni riguardanti l’origine geografica di prodotti destinati a fasi successive di lavorazione di filiera.
Si propone, quindi, di chiarire le competenze delle amministrazioni interessate precisando le modalità di accesso ad apposite banche dati.
Inoltre, è opportuna la istituzione di un Garante per la sorveglianza dei prezzi nel settore agroalimentare, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
1. All’articolo 5-bis del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Nel caso di richiesta di informazioni, documenti o dati riguardanti l’origine geografica dei prodotti alimentari e delle materie prime agricole non può essere rifiutato l’accesso in ragione degli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, lett. c)”.
2. E’ istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Garante per la sorveglianza dei prezzi nel settore agroalimentare che svolge la funzione di monitorare l’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli al fine di contrastare fenomeni speculativi anche tenuto conto dei flussi anomali di prodotti importati o oggetto di scambio intracomunitario sul territorio nazionale. Il Garante, anche su segnalazione delle associazioni dei consumatori e delle associazioni di rappresentanza degli imprenditori agricoli, qualora in esito all’attività di monitoraggio ravvisi anomalie nell’andamento in calo dei prezzi agricoli effettua circostanziate segnalazioni all’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, agli organi di polizia tributaria nonché all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, si provvede alla disciplina delle funzioni e dei compiti del Garante di cui al precedente comma 4.

5.           LEGGE SUI REATI AGROALIMENTARI
La Proposta

Chi pecca contro il cibo pecca contro i nostri figli: via libera quindi alla legge sui reati nel settore agroalimentare.
L’attuale normativa che sanziona chi a vario livello commette frodi, reati, adulterazioni nel settore agroalimentare, appare del tutto inadeguata alla gravità percepita e reale dei fenomeni.
E’ necessario adeguarla per corrispondere al sentire profondo dell’opinione pubblica e per frenare l’estendersi di aspetti malavitosi (di matrice nazionale e internazionale) in uno dei settori produttivi chiave del paese.

LA NORMA
L’approvazione del disegno di legge recante “Nuove norme in materia di reati agroalimentari” da parte del Consiglio dei Ministri al termine della XVII Legislatura (1 dicembre 2017) suggerisce una immediata riproposizione dell’iter di approvazione definitiva al fine di rendere effettivo il quadro normativo presentato dalla Commissione per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare, istituita presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia con decreto ministeriale 20 aprile 2015.
La riforma dei reati in materia agroalimentare si pone come necessaria a fronte di una evoluzione delle fattispecie di frode e contraffazione che non trovano nell’attuale codice alcun tipo di risposta deterrente efficace.
La rilevanza che assumono le caratteristiche intrinseche degli alimenti ha suggerito la necessità di operare una distinzione tra contraffazioni dei prodotti industriali che riguardano propriamente i casi di violazione dei titoli di proprietà industriale e contraffazioni dei prodotti alimentari che comportano un’alterazione delle caratteristiche intrinseche dell’alimento, non sempre percepibile dal consumatore e pertanto più insidiosa sul piano dei rischi per la salute.
La previsione della fattispecie di agropirateria rappresenta una chiara ed evidente risposta ai profili evolutivi che la contraffazione ha raggiunto negli ultimi tempi per effetto della globalizzazione, consentendo di punire anche quelle condotte che, pur non presentando i caratteri propri dell’associazione per delinquere, siano socialmente allarmanti sotto i profili organizzativi e seriali.


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Progetto di educazione alla
campagna amica


COLDIRETTI VENETO REGOLAMENTO
PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA CAMPAGNA AMICA PICCOLI DETECTIVE
OGGI GRANDI CONSUMATORI DOMANI: IL CIBO TRA BENESSERE,
INGANNI E FALSI MITI


Come riconoscere la stagionalità e la tipicità delle produzioni regionali etichettate, garantite dagli agricoltori
e scovare l'eventuale intruso negli acquisti quotidiani. Gli animatori di Coldiretti condurranno
gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Veneto alla scoperta
dei tesori del patrimonio agroalimentare coinvolgendoli in lezioni e visite istruttive
alla ricerca dei segreti di una buona spesa di qualità.
Il progetto di Educazione alla Campagna Amica prevede:

• Lezioni in classe con il tutor della spesa per conoscere le coltivazioni locali,
le specialità enogastrononiche, la cultura del km zero e quella del km etico,
la riduzione dell'impatto ambientale e l'incidenza degli acquisti sull'ecosostenibilità.
Possibilità di aderire al corso per "Mini agritutor" rivolto agli alunni.
• Visite guidate al mercato di Campagna Amica più vicino.
La classe sarà accompagnata dal tutor della spesa dove potrà incontrare i produttori,
assistere ai laboratori didattici, interloquire direttamente con gli operatori
agricoli sui temi trattati in aula.
• Gite istruttive nelle fattorie didattiche di Coldiretti per un confronto aperto con la campagna,
gli animali, gli agricoltori. Possibilità di vivere una giornata attiva con studio
e gioco integrato al fine di comprendere storia, geografia, scienza alimentare e ambientale.
• Cerimonia collettiva di chiusura anno scolastico con la caccia al tesoro prodotto.
Gara a punteggio, con mappa. Premiazioni generali, merenda per tutti
e intrattenimento organizzato dalle agritate di Coldiretti. 

È appena nata ed è già operativa la nuova Carta Vantaggi dell’Associazione Pensionati Coldiretti del Veneto, un’iniziativa che porterà veri e propri vantaggi a tutti i pensionati iscritti o che intendono iscriversi all’associazione.
Questa Carta è uno strumento al servizio dei nostri pensionati associati, è una proposta semplice di convenzioni ma ben strutturata che offre vantaggi concreti presso strutture che si collocano su tutto il territorio del veneto.
L’iniziativa ha coinvolto le strutture che maggiormente rispondono agli interessi ed alle esigenze del mondo della terza età quindi centri diagnostici, medici, fisioterapici e termali, parafarmacie, sanitarie , centri ottici e acustici per quanto riguarda la salute, ma anche agenzie viaggi, alberghi, cinema e teatri per quanto riguarda il tempo libero, senza dimenticare negozi e soprattutto agriturismi, ristoranti e pizzerie.
L’Associazione Pensionati ha attivato una fitta rete di convenzioni, più di 300 in tutto il Veneto, che permette di usufruire di scontistiche, anche del 40%, sui prezzi dei listini ufficiali. Grazie all’iniziativa ben 70 mila pensionati di Coldiretti Veneto potranno godere delle agevolazioni previste dall’accordo che ha valenza biennale.
Il sistema di convenzioni è valido non solo nella provincia di residenza ma in tutta la regione e sull’intero territorio nazionale.
La fitta rete di relazioni e la capillarità sul territorio di Coldiretti ha permesso di raggiungere vantaggi consistenti, aspetto non di poco conto considerando la situazione di crisi.
In un contesto nel quale molti pensionati vivono con 500 euro al mese la carta vantaggi diventa un’opportunità ed esprime il ruolo fondamentale di Coldiretti di rappresentare le esigenze del territorio . Si tratta di un modo di fare welfare straordinario, specialmente in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo.


Un  particolare ringraziamento a tutte le Strutture che hanno aderito e che vorranno aderire all’iniziativa.

Per il rilascio della Carta Vantaggi e per informazioni rivolgiti al tuo Ufficio Zona Coldiretti. Ad ogni pensionato associato verrà rilasciata una brochure dedicata con l’elenco e i dettagli di ogni struttura convenzionata presente in Veneto.

 


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PRESSO IL TUO UFFICIO ZONA






 

La Regione del Veneto con Legge Regionale 8 agosto 2014 n.26 ha istituito la
'Banca della Terra Veneta' con la finalità di censire le terre agricole incolte abban-
donate. raccogliere la disponibilità dei proprietari al fine di assegnarle ad agricol-
tori neobsediati. in particolare *giovani agricoltori o per rampliamento di aziende
agricole esistenti. Lo scopo della legge è quello di contrastare rabbandono dei terreni
e delle produzioni agricole, contenere il degrado ambientale e favorire il ricambio
generazionale in agricoltura attraverso la creazione di un inventano completo dei
terreni agricoli abbandonati e incolti e delle superfici agricole di proprietà pubblica o
privata disponibili per rassegnazione a imprenditori agricoli L'inventario risulta qui 6
costituito da due categorie di beni: quella dei fondi dichiarati abbandonati o incolti
e quella costituita dai fondi dei proprietari che volontariamente cedono la condu-zione a terzi tramite Banca della terra. In questo quadro normativo i Comuni, quali
veri soggetti deputati alla programmazione economica del territorio, sono chiamati
a dare. agintemo della cornice disegnata data legge regionale, il loro contributo: la
valutazione della situazione di fatto e deirassettOdella proprietà delle superfici agri-
cole. partendo dal supporto georeferenziato predisposto da AVEPA. disponible per i
Comuni che ne faranno richiesta.AI termine dell'iter valutativo. la stessa legge regio-
naie. assegna ai Comuni il compito 6 comunicare i terreni individuati nella Banca. La
successiva assegnazione avverrà con procedimento disciplinato da apposite delibere
della Giunta della Regione del Veneto.

I DATI
Secondo i dati del censimento 2010. in Veneto circa il 2% degli 811 maa ettari di
superficie coltivabile non è messo a frutto: sono proprietà di enti pubblici (135),
di regole o vicinanze, o di privati che non hanno una specifica vocazione agricola.
Coldiretti ha calcolato che in Veneto sono almeno 15maa gli ettari da mettere a
disposizione degli agricoltori. con la possiblità di dare lavoro a circa 3mila persone.
La prevede 6 assegnare ad Avepa. tramite censimento effettuato dai Comuni.
la g one dell'inventario dei terreni a destinazione agricola che sono lasciati incolti
o abbandonati da parte di proprietari pubblici o privab. Nella lista vanno inseriti
anche i terreni confiscati alla criminalità organizzata. Una volta fatto il censimento, i
Comuni 'avvisano' i proprietari che a loro terreno sta per essere messo a bando per
l'affidamento a un' impresa agricola: se non ci sono opposizioni legalmente sosteni-bili. e una volta data risposta formale a eventuali osservazioni presentate. si procede
con l'iter.

IL BANDO
L'assegnazione dei terreni avviene attraverso bandi ad evidenza pubblica disposti dal-
la Giunta regionale. Quindi Avepa seguii la gestione delle domande e delle assegna-zioni. Per ciascun lotto di terreno deve essere stataito un canone annuo sulla base di
un'analisi approfondita e la durata (massimo 15 anni), valutati da una Commissione
Regionale istituita ad hoc. integrabile con i rappresentanti dei proprietari privati o
dall'Amministrazione pubblica concedente rarea. Per partecipare al bando si dovrà
presentare un 'piano colturale'. Il punteggio per r ione prevede 6 favorire in
ordine di Fiala- i giovani agricoltori, i progetti di ampliamento azienda*. le coope-
rative agricole sociali e le aziende che hanno sede nello stesso Comune del terreno a
bando. L'attività di coltivazione va iniziata entro 12 mesi dall'assegnazione.

SITI PER MAGGIORI INFORMAZIONI
REGIONE VENETO
www.regione.veneto.it/webiagricoltura-e-foreste/banca-della-terra-veneta
AVEPA
www.aveatit/manuali-e-procedure-banca-terra

 


L'AGRICOLTURA VENETA
AL CENTRO DELL'EUROPA
PROPOSTA DELLA COLDIRETTI
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La tappa veneta del premio
Oscar Green incorona
anche una trevigiana


L’OSCAR GREEN SCEGLIE I GIOVANI DI BELLUNO, PADOVA, TREVISO E VERONA
I SUCCHI DELLE DOLOMITI, LA MUSICA IN CAMPAGNA, IL RILANCIO DEL MELOGRANO, I FIORI SENZA ETA’, IL RISO DA PASSERELLA E UNA BOTTEGA AGRICOLA DI CITTA’ SBANCANO IL PREMIO DELL’AGRICOLTURA INNOVATIVA VENETA


24 luglio 2017 - Rino Bernard porta sulle vette più alte di Belluno i suoi succhi di frutta, Sara Migliorini è la pifferaia magica della campagna padovana, il suo vicino di provincia, Andrea Barbetta, con il melograno ha fatto una start up, sempre a Padova Luigi e Silvia Girotto sono i nuovi figli dei fiori, nella bassa veronese Valentina Tomezzoli ha fatto del riso un prodotto da passerella, nel trevigiano Arianna Frison apre, ogni giorno, insieme ad altri coetanei, la sua bottega “Made in Italy” in pieno centro storico di Castelfranco Veneto.

Sono loro i sei vincitori dell’Oscar Green di Coldiretti, scelti dalla giuria tra i cento che ambivano al premio che riconosce i nuovi talenti dell’agricoltura quelli più sociale, innovativi, fantasiosi, che puntano alla sostenibilità ambientale, valorizzano la tradizione per internazionalizzare l’impresa.

L’evento tra i più attesi dagli addetti ai lavori è stato organizzato in Villa della Torre Allegrini a Fumane (Vr) anticipato da un dibattito tra imprenditori agricoli di successo come le stesse Caterina Sofia Mastella Allegrini e Silvia Allegrini dell’omonima cantina, il presidente del Consorzio Pinot Grigio Doc delle Venezie Albino Armani, l’olivicoltore e leader di FederDop Olio Daniele Salvagno oltre a Luigi Forte co-titolare di un’azienda che tratta erba medica nel mondo.

Moderati da Pietro Piccioni direttore di Coldiretti Veneto in un veloce botta e risposta, hanno testimoniato l’impegno personale nella crescita aziendale ma soprattutto la generosità di un servizio a favore dei colleghi e della strategia del mercato. Nel suo discorso di saluto Martino Cerantola presidente di Coldiretti Veneto ha ricordato che le classifiche europee sull’occupazione continuano ad evidenziare un Italia fanalino di coda con la crescita delle condizioni di povertà, una precarizzazione del lavoro affermata e la percentuale più alta di giovani che non lavorano.

“Eppure c’è un'altra Italia – ha detto - reale e autentica, tenace e bella è quella dei neo agricoltori che investono in agricoltura che sono aumentati del 12%. Il cambiamento di tendenza viene proprio dal primario che sta esprimendo al sistema economico tutto il suo potenziale”.“Tanto fermento imprenditoriale – gli ha fatto eco Alex Vantini Delegato regionale di Giovani Impresa - ha come riflesso anche la grande capacità di investimento del Programma di Sviluppo Rurale tra i primi in Europa in termini di possibilità di spesa. Occorre saper leggere la spinta di modernità manifestata dagli under 40 perché gli strumenti a disposizione non sempre riescono a cogliere al meglio la propulsione all’intraprendenza. Nell’ultimo bando di primo insediamento, ad esempio, sono arrivate più di 500 domande ma sappiamo già che solo 300 saranno finanziate.

Tra le 200 escluse ci sono sicuramente dei progetti d’avanguardia che non stanno dentro le griglie di valutazione perché sono business plan estremamente pionieri. Sollecitiamo l’Assessorato a non prendere solo atto ma ad impegnarsi verso politiche giovanili più coraggiose che prevedano altri metodi di intervento come l’accesso al credito, i fondi rotazione e il sostegno alle start up con aiuti alternativi. Altra questione che sta a cuore ai dirigenti di Giovani Impresa è la Banca della Terra veneta. “Il capitale immobiliare è insostituibile per qualsiasi attività agricola, è ora di procedere con la prima gara di assegnazione dei molti ettari liberi controllati dai Comuni”. Campagna Amica rimane la sezione più gettonata, molte le esperienze di filiera corta presentate dai concorrenti, segno che la mappa dei punti nevralgici del rapporto preferenziale tra produttore e consumatore è in continua espansione. La serata è proseguita con la cena di gala e l’ intrattenimento musicale del gruppo “Jazzica Rabbit”. Il Veneto ora affida nelle mani di Andrea Barbetta e Sara Migliorini la sfida per una vittoria nazionale, l’appuntamento è per il prossimo settembre a Roma.


BELLUNO
Categoria campagna-amica Rino Bernard Azienda Agricola La Giasena
Non c’è frutto sulle Dolomiti che non diventi succo. Rino Bernard in piccolo paese alle pendici del Nevegal raccoglie mirtilli, fragole, more, ribes, lamponi, uva spina e sambuco li spreme, li pastorizza, li imbottiglia e li distribuisce con una rete di agenti e attraverso i distributori automatici. Tanti i turisti che dopo una scarpinata in montagna trovano in vetta una vending machine con le confezioni de “La Giasena”: una cosa sorprendente quanto originale l’idea di questo ragazzo che insieme a tanti altri della sua generazione regala ad un territorio difficile una nuova possibilità. La giuria sottolinea un particolare che rende speciale questa realtà, con il titolare lavorano anche dei collaboratori del Bangladesh integrati nel sistema e operativi nella filiera. La provincia di Belluno riempie le pagine di queste storie, non si tratta di un fenomeno folkloristico bensì di una scelta convinta e certamente la strada, qui, è più dura che altrove.

PADOVA
Categoria agri-you Sara Migliorini Società Agricola Rio
E’ proprio vero che in campagna si cambia musica. Per Sara Migliorini della Società Agricola Rio è stato così e tra bellezze naturali, suoni spontanei e armonia del paesaggio prendere la nota giusta è più facile. Concerti e composizioni melodiche nell’orto biologico oppure in giardino stregano grandi e piccini coinvolgendoli in libere espressioni canore e sonore fino a diventare un’orchestra spontanea con animazione canti e balli che fanno dei visitatori una vera comunità. Sara è impegnata anche nel recupero di colture innovative come rose antiche ad uso alimentare, frumento antico, canapa e lino.

PADOVA
Categoria fare-rete Andrea Barbetta Melovita
MeloVita, il melograno ready to eat lanciato da una startup veneta «Ma se il melograno cresce in tutto il mondo, perché non coltivarlo in Veneto?». Per Andrea Barbetta, 27enne agronomo padovano, questa domanda è diventata un tarlo. Così, ragionando con gli amici che come lui si sono appassionati alla pianta, ha dato spinta ad un progetto che in poco tempo è diventato realtà.La prima ad essere catturata dall’idea è stata Elena Migliorini, tecnologa alimentare. A sua volta, Elena ha coinvolto il fratello Fabio, agricoltore, e ancora Silvia Friso, neolaureata in scienze della comunicazione, e Atena Margola, laureata in scienze agrarie e orientata al marketing. I cinque hanno tutti un ruolo ben definito nell’organigramma della startup MeloVita, che conta circa dieci ettari piantati tra le province di Padova e Vicenza, un laboratorio ospitato nell’acceleratore d’impresa H-Farm a Cà Tron di Roncade e già molte presenze nelle fiere di settore.L’idea di abbinare bontà e proprietà salutistiche per consumatori, grande distribuzione, industria farmaceutica e rete omeopatica li ha portati ad elaborare confezioni «ready to eat» a base di semi morbidi, con imballaggi ricavati dalla stessa buccia, ed ancora marmellate, succhi, puntando anche al primo miele

PADOVA
Categoria Crea Azienda agricola Luigi e Silvia Girotto
Possiamo definirli “figli dei fiori” ma non perché sono nostalgici degli anni ’70, solo perché esaltano le virtù floreali delle piante che coltivano attraverso una linea cosmetica che regala oltre che una nuova giovinezza ai clienti anche una seconda vita a rose, fiordalisi, gigli e iris. L’impegno dei due titolari è pure orientato valorizzazione della Patata Americana di Anguillara, indimenticabile tubero della tradizione contadina veneta.

TREVISO
Categoria Impresa-2-terra per la Bottega Italiana di Castelfranco Veneto Arianna Frison
Arianna è una dei tanti giovani produttori agricoli della marca trevigiana. Ha inaugurato insieme ad altri agricoltori una bottega italiana che si affaccia sulla piazza centrale del centro storico di Castelfranco. Oltre ad occuparsi di vendita tradizionale secondo i principi della filiera corta ha costruito un sito e-commerce per la vendita e commercializza i prodotti presso i punti vendita di campagna amica e negli agriturismi di Terranostra. L’obbiettivo è creare una piattaforma distributiva per mettere in rete tutti i prodotti delle aziende.

VERONA
Categoria we-green Valentina Tomezzoli Società Agricola Tomsland S.S.
L’amore per la natura e il riso hanno spinto Valentina, laureata al Politecnico di Milano in Design, a dedicarsi all’azienda di famiglia - produttrice di Vialone Nano Igp biologico. L’attività iniziata dal papà aveva già un’impronta “eco-friendly”, ma con l’arrivo della nuova generazione gli spunti si sono moltiplicati. Un esempio: da un packaging multi-materico (carta e metallo) e multicolore, si è passati alle bottiglie di vetro riciclato e serigrafate a un unico colore, dove bontà, bellezza e sostenibilità si coniugano alla perfezione. Azienda con certificato di sostenibilità ambientale.


Nella foto i finalisti veneti oscar green da sinistra Arianna Frison, Silvia Girotto, Sara Migliorini, Rino Bernard, Valentina Tomezzoli, Andrea Barbetta



Bio & Biodiversity – Rete Regionale Agroalimentare

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Il fatto che in Veneto la presenza di 10 mila ettari di bosco ornamentale in
pianura garantisce l'assorbimento di 20 tonnellate di polveri sottili all’anno,
annullando le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla circolazione di
3500 ha portato alla sigla dell’accordo tra Coldiretti e Anci Veneto per facilitare gli
accordi tra amministrazioni comunali e imprenditori agricoli abituati alle buone prassi agronomiche.
Coldiretti aggiungen anche che i numeri potrebbero cambiare
se i viali alberati di tiglio selvatico o la concentrazione di aceri nei centri urbani
fosse più diffusa, gli effetti benefici aumenterebbero se nelle grandi rotonde
al posto di piloni di cemento ci fossero frassini oppure olmi.
L’intesa si prefigge di intervenire in modo strutturale contro lo
smog favorendo la diffusione di parchi e giardini nelle città.
L’associazione agricola mette in campo i propri florovivaisti e i
comuni si impegnano a dare priorità allo sviluppo delle aree green affidandole
alle loro attenzioni.
Con questa firma entrambi i protagonisti contribuiscono
al decoro del paesaggio e al benessere dei cittadini.
Coldiretti, inoltre, si rende disponibile anche per la formazione dei
tecnici e degli addetti impegnati presso le amministrazioni pubbliche.

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