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Coldiretti Veneto ha aperto un conto corrente presso la Banca Friuladria con l'obiettivo di creare un fondo per la ripresa economica delle fattorie venete. Chi volesse sostenere lo start up del patrimonio agroalimentare può versare il suo contributo: IBAN IT81 Q053 3602 0410 0004 6638 453


Comunicati
Comunicato del 02 11 2010
Comunicato del 03 11 2010
Comunicato del 11 11 2010
Comunicato del 12 11 2010
Comunicato del 15 11 2010
Comunicato del 03 12 2010
Articoli OGGI


ALLUVIONE IN VENETO
C’E’ ANCHE UN’EMERGENZA AGRICOLA
Secondo le stime di Coldiretti Veneto, solo in provincia di Padova gli ettari allagati sono 8.500 mila con numerose aziende agricole che hanno subito danni alle strutture aziendali (cantine, serre, silos, essicatoi, laboratori e spacci per la vendita diretta) alle attrezzature (mezzi agricoli, trattrici) agli impianti e soprattutto al patrimonio animale pari 200 mila capi tra avicoli, suinicoli e bovini.
L’alluvione non ha risparmiato le coltivazioni di ortaggi, fungaie, nemmeno il tabacco già essicato nei  magazzini.
In quaranta minuti un metro e mezzo d’acqua misto a fango ha inondato aie, campi, cucine, cantine.
I comuni più danneggiati dal punto di vista agricolo sono quelli della bassa padovana: Saletto, Ospedaletto Euganeo, Vighizzole, Bovolenta nomi che prima erano dei punti sulla cartina geografica, ora sono pozze.
E’ qui che l'acqua continua a salire ogni giorno. Da un primo bilancio si parla di 18 milioni di euro.
Tirano le somme anche gli agricoltori del vicentino (2 milioni di euro) dove le strade allagate non hanno permesso il transito dei raccoglitori del latte, per cui la produzione di 500 vacche non è stata consegnata alle latterie. Una quindicina di stalle coinvolte, dove solo la solidarietà tra agricoltori è scattata per mettere in salvo il bestiame, ma procurando allo stesso uno stress da “pellegrinaggio” notevole come l’insorgenza di malattie a causa dell’assenza di mungitura.
Fienili, ricoveri con mangimi, sono inutilizzabili. Scorte alimentari per la zootecnia completamente da rifare.
Si tratta quindi di intervenire velocemente per ripristinare i capitali aziendali in maniera da riattivare le attività imprenditoriali quanto prima.
La Regione Veneto è impegnata a studiare un pacchetto di interventi sfruttando la legislazione vigente ma anche il Piano di Sviluppo rurale.
“Non si può ricorrere solo allo stato di calamità naturale, a causa del patto di stabilità, le procedure sono molto lunghe – spiega l’assessore all’agricoltura Franco Manzato che pensa alla prima valutazione economica sfruttando la legge 25/85 che indennizza i capi morti in maniera accidentale.
Il secondo strumento – continua - è rappresentato dalla misura 126 del PSR che eroga rimborsi fino al 80% del danno valutato per le strutture.
Ci sono tempi tecnici a cui sottostare  (ricognizione, istruttoria ed erogazione della somma) – insiste Coldiretti Veneto - per questo la richiesta degli agricoltori è di un prestito “ponte” agevolato che gli istituti bancari vicini alle imprese agricole potranno adottare.
Ma è proprio in un contesto difficile, dove ancora allevatori e imprenditori agricoli sono impegnati a testa bassa a sistemare l’urgenza, che capita invece di imbattersi con facilità in “sciacalli” o speculatori che non esitano ad approfittare delle disgrazie altrui per fare soldi.

COLDIRETTI: 200 MILA ANIMALI ANNEGATI IN VENETO 
5 novembre 2010 - Oltre centomila tacchini, ventimila polli, cinquemila conigli e centinaia di maiali e mucche per un totale di circa 200 mila animali sono morti annegati a causa dell’alluvione e degli allagamenti che hanno colpito la campagne del Veneto. E’ questo il bilancio provvisorio degli effetti provocati dal maltempo in Veneto elaborato dalla Coldiretti in occasione della dichiarazione dello stato di emergenza nelle regioni colpite dal maltempo da parte del Consiglio dei Ministri. Si tratta di una vera e propria carneficina che - sottolinea la Coldiretti - ha colpito principalmente il triangolo di terra compreso nelle province di Padova, Vicenza e Verona dove forte è la concentrazione di allevamenti, che si trovano ora in ginocchio. Migliaia di ettari di terreno - continua la Coldiretti - restano ancora sott’acqua e sono andati persi interi raccolti di tabacco già essicato in magazzino,  compromesse le coltivazioni di ortaggi, distrutte serre e fungaie, con perdite complessive di decine di milioni di euro. Ci vorrebbero ancora altri giorni di sole per permettere alla terra di assorbire tutta l’acqua accumulata in questi giorni. La Coldiretti del Veneto ha scritto al Presidente del Consiglio regionale affinchè siano sfruttati tutti gli strumenti legislativi in vigore per sostenere gli allevatori in difficoltà. La richiesta di Coldiretti è quella di prevedere già in manovra di bilancio, anche questa straordinarietà, con il giusto indennizzo agli allevatori in base all’entità delle perdite subite.

VENETO IN RIPRESA: - 30 % LATTE DA MUCCHE SOTTO STRESS
Gli animali tornano nelle stalle, si puliscono i macchinari e si verificano i danni
10 novembre 2010 - L’eccezionale ondata di maltempo ha spaventato anche gli animali che in molti casi sono stati costretti ad abbandonare le stalle allagate sottoponendosi ad uno stress straordinario che sta provocando il crollo nella produzione di latte fino al 30 per cento nelle mucche, tra le quali si stanno registrando anche casi di malattie da raffreddamento. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’alluvione dove si evidenzia peraltro che dopo l’emergenza immediata nelle stalle e nelle campagne del Veneto riprende anche se con grande difficoltà il lavoro grazie alla solidarietà e alla grande caparbietà dei veneti. Chi ha subito l’allagamento delle case e dei magazzini sta verificando la funzionalità dei mezzi agricoli per riprendere a lavorare mentre nei campi lasciati liberi dall’acqua è in corso la verifica dello stato delle colture alcune delle quali, come le asparagiaie, dovranno essere ripiantate. Da segnalare l’’encomiabile la solidarietà che - sostiene la Coldiretti - si sta manifestando tra gli stessi imprenditori agricoli. Nel Padovano - sottolinea la Coldiretti - tornano a ripopolarsi le stalle evacuate dopo la rottura del Bacchiglione, del Frassine e del Tesina. Sono più di un migliaio i capi bovini che sono tornati a “casa” dopo oltre una settimana di difficoltà da parte degli allevatori, costretti a peregrinare più volte al giorno anche in più stalle in cui erano ospitati provvisoriamente gli animali. A Casalserugo, Ponte San Nicolò, Bovolenta, Cartura sono almeno una ventina le stalle ripulite a tempo di record dal fango dell’alluvione e ripopolate, anche grazie alla solidarietà degli altri agricoltori della Coldiretti che si sono offerti per un aiuto. Si torna lentamente alla normalità anche negli allevamenti fra Veggiano, Mestrino, Saccolongo dopo l’alluvione ma ora - evidenzia la Coldiretti - resta grave il problema degli alimenti, nella quasi totalità distrutti dall’acqua. Nella Bassa Padovana, fra Saletto, Ospetaletto, Vighizzolo, Carceri, Megliadino San Fidenzio e San Vitale, gli allevamenti di pollame maggiormente colpiti hanno perso tutti gli animali che sono morti affogati e devono quindi ripartire da zero: ripuliti i capannoni è in corso il recupero ed il ripristino di tutte le strutture. In provincia di Vicenza in particolare a Arcugnano, Caldogno  si torna a mungere in una quindicina di allevamenti gli stessi che avevano dovuto interrompere le consegne alle latterie di latte prodotto da più di 500 mucche. Le cantine del veronese - continua la Coldiretti - stanno ripristinando le attrezzature e i macchinari (trattrici,muletti,linee di imbottigliamento, impianti di filtraggio). Ancora da quantificare i danni alle scorte di concimi, mangimi, fieno ed altri mezzi di produzione con il sistema dei Consorzi agrari del Veneto che - conclude la Coldiretti - sta già rispondendo con consegne direttamente in azienda, ripristinando la dotazione necessaria per la ripresa del lavoro. Coldiretti Veneto sollecita nell’immediato il rifinanziamento della legge 16/2009 che eroga un credito di esercizio agevolato alle imprese che oggi devono recarsi in banca per disporre delle somme necessarie per l’avvio della propria attività

Nel frattempo Coldiretti Veneto ha aperto un conto corrente presso la Banca Friuladria con l'obiettivo di creare un fondo per la ripresa economica delle fattorie venete.
Chi volesse sostenere lo start up del patrimonio agroalimentare può versare il suo contributo: IBAN IT81 Q053 3602 0410 0004 6638 453


Le fotografie riportate  sono di nostre aziende di Saletto in provincia di Padova: nostri associati Argenton Pierluigi e Zancanella Florindo.

Galleria fotografica alluvione Veneto

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